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lunedì 18 dicembre 2017

[L] La cosa artificiale nei fumetti

Androide 20 è un personaggio del fumetto Dragon Ball, scritto e disegnato da Akira Toriyama. Questo personaggio è un cyborg creato a immagine e somiglianza dal Dr. Gero, uno degli scienziati più geniali del pianeta. Il Dottor Gero, che durante la saga viene sostituito appunto dal suo androide, è un uomo anziano che nel suo laboratorio segreto ha creato altri androidi dal 16 al 19 e anche quello che diventerà uno dei più grandi nemici della saga: Cell.
In questo personaggio è evidente la presenza di un cervello artificiale, dato che sotto il cappello (molto simile ad un colbacco russo) nasconde un  cervello artificiale protetto da una teca di vetro contenente, oltre alla riproduzione artificiale del organo, anche una soluzione liquida, che ha lo scopo di preservare il cervello nelle migliori condizioni.


mercoledì 15 novembre 2017

[I] Non solo scienza: il cervello artificiale nella letteratura

Ma spostiamoci alla letteratura, cosa dicono gli scrittori a proposito del cervello artificiale?
Una trattazione di certo esaustiva la possiamo trovare in “mente artificiale” di Enrico Prati il quale afferma che ormai abbiamo tutte le tecnologie necessarie per creare un vero e proprio cervello artificiale.
Lo scrittore scrive che oggi, grazie a  ricerche effettuate negli anni, si conosce come i neuroni sono organizzati e come funzionino. La conoscenza è di sicuro il primo passo per la replica e per realizzare un cervello artificiale funzionante e “pensante”.
Ma questa tecnologia potrà superare l’essere umano?
Prati crede che un argomento del genere sia circoscritto a film di fantascienza, sicuramente avvincenti, ma molto lontani dalla realtà

[J] Il cervello artificiale nella musica: Caparezza Prisoned 709

“Non abbiamo creato il computer è il contrario, datemi retta
Siamo FAQ come i commenti e FAQ che sta per fa che mi legga”

Così cita l’artista Michele Salvemini, in arte Caparezza, nel suo brano “l’ infinto”.
Ma a cosa si riferisce il cantante?
Si tratta di una teoria secondo la quale siamo una simulazione, creazione di una mente artificiale, un computer così potente da esser diventato un dio.
Tutto ciò si basa sulla possibilità dell’esistenza di esseri mentalmente superiori.
“In questo caso, è facile per me immaginare che tutto, nella nostra vita, sia solo una creazione di qualche altra entità per il suo intrattenimento”. Come cita Neil deGrasse Tyson, direttore dell'Hayden Planetarium dell'American Museum of Natural History di New York.

L’ uomo, nel corso dei secoli, si è evoluto fino a creare tecnologie impensabili anche solo 20 anni fa e potrebbe continuare fino a costruire un cervello artificiale in grado di avviare una simulazione di civiltà.
E tu? Pensi davvero che tutto ciò che ti circondi sia reale?

[K] Il cervello artificiale il sogno del cinema

L’argomento “cervello artificiale”, per le sue caratteristiche che sfiorano quasi l’inverosimile, ha sempre suscitato l’interesse del grande pubblico.
Non mancano i grandi registi che hanno romanzato la scienza nei propri film.
Di sicuro il primo a venirci in mente è “L’uomo bicentenario” (1999) diretto da Chris Columbus; un film che ha fatto e che fa emozionare e commuovere generazioni di spettatori.
Il regista racconta la storia di Andrew Martin, il primo prototipo di robot che dimostra sin dalla creazione sensibilità ed emozioni, totalmente inaspettato da un essere sintetico. Il robot, dopo una serie di avventure, inizierà la sua trasformazione in uomo in carne ed ossa fino a essere riconosciuto membro del genere umano.

Meno felice e romantico è di certo “ex-machina” (2015) scritto e diretto da Alex Garland.
Il film tratta di un programmatore, Caleb Smith, che ha il compito di mettere alla prova una umanoide di nome Ava. Il robot, attraverso una serie di incontri, seduce e inganna il protagonista fino a convincerlo a liberarla dimostrando così di essere in grado di ragionare e ottenere ciò che vuole.
La storia si conclude drammaticamente per l’illuso programmatore il quale, dopo averla liberata, viene rinchiuso andando in contro a una tragica fine.
Potremmo citarne sicuramente altri, come “io robot”, film che ci hanno accompagnato nella nostra crescita e che ci hanno lasciato sempre col fiato sospeso. Nonostante la scienza avanzi anno dopo in questo campo questi film continuano a farci restare con gli occhi incollati allo schermo.